Rapporto Unicmi: la domanda di serramenti e facciate si attesta su un valore di circa 4,2 miliardi di cui 2,7 nel settore residenziale e 1,5 in quello non residenziale. 

Si arresta la caduta iniziata nel 2009, ma solo le ristrutturazioni, supportate dalle detrazioni fiscali, sostengono un mercato ancora privo di investimenti in nuove costruzioni.
L'Ufficio Studi Economici di Unicmi, Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell'Involucro e dei serramenti, con il Rapporto sul mercato dell'involucro edilizio - Il mercato nel 2015, le previsioni per il 2016- ha fornito il quadro del settore.

Il 2015 è stato l'anno della svolta per i costruttori di serramenti metallici, in quando si sono manifestati i primi timidi segnali di inversione della crisi iniziata nel 2008 e costata oltre 900 milioni di euro di vendite annue. Per il 2015 si è infatti registrato, dopo sei anni di caduta, la scomparsa del segno meno rispetto all'anno precedente: il mercato risulta essere cresciuto dello 0,4% sul 2014 con le vendite che hanno superato di poco 1,4 miliardi di euro, realizzate in gran parte grazie alla domanda di sostituzione sostenuta dagli incentivi fiscali.

 

Il rapporto sottolinea come la domanda complessiva di serramenti e facciate nel mercato italiano si attesti su un valore di circa 4,2 miliardi di euro di cui 2,7 nel settore residenziale e 1,5 in quello non residenziale, inclusi circa 470 milioni di euro di facciate continue.
Il numero di finestre installate nel 2015 è stato pari a circa 8 milioni, di cui 5,7 milioni nel residenziale (4,5 nel recupero edile e 1,2 nelle nuove costruzioni). La stima delle finestre vendute nel non residenziale è stata di circa 2,2 milioni di pezzi. Il dato evidenzia un forte ridimensionamento strutturale del settore che nel periodo ante crisi si attestava ad oltre 11 milioni di finestre vendute.

Questi dati uniti alle previsioni per la chiusura dell'anno in corso, che in base ai dati relativi al portafoglio ordini dei costruttori di serramenti metallici fanno ipotizzare una crescita nel 2016 nell'ordine del 2%-4% delle vendite rispetto al 2015, rende evidente quanto questa domanda sia rappresentata in quota determinante dagli incentivi fiscali per la sostituzione degli infissi. Il contributo delle nuove costruzioni è infatti ancora irrilevante e solo dopo il 2018 potrà determinare cifre significative sulla produzione di finestre.

Unicmi, constatando che il mercato dei serramenti in assenza di incentivi e in mancanza di massicci investimenti in social-housing e in edilizia pubblica, tenderebbe ad una radicale flessione stimabile nell'ordine del 6%-8%, ritiene indispensabile che tutti gli strumenti anticiclici messi in piedi negli ultimi anni, in primis le detrazioni per la riqualificazione energetica del 65% e quelle per le ristrutturazioni al 50%, siano stabilizzati almeno per tre anni, permettendo all'intera filiera industriale italiana dell'involucro di resistere alla più difficile congiuntura economica del dopoguerra.

 

I costruttori di serramenti metallici hanno saputo sviluppare nel corso degli anni un posizionamento premium - con prezzi superiori alle media di mercato - spostando l'offerta su prodotti di qualità ad elevate performance di isolamento e sicurezza, che tuttavia si scontrano nel mercato con prodotti a basso prezzo, spesso d'importazione, che competono solo sull'ottimizzazione del rapporto tra prezzo e isolamento termico. I costruttori italiani di serramenti metallici dovranno pertanto sostenere il posizionamento che hanno costruito con investimenti in marketing, comunicazione e distribuzione e introducendo innovazioni di processo che consentano di dare maggior servizio al cliente. Infine, anche l'introduzione di nuovi prodotti, eventualmente sviluppati in partnership con i fornitori strategici, e ottimizzati per una più efficiente produzione industriale potrebbe essere una leva importante per trarre pieno vantaggio dall'imminente ripresa della domanda e riguadagnare quote di mercato.

I dati relativi al mercato italiano delle facciate continue evidenziano una piccola inversione di tendenza (+1%) che è in parte legata ad una ripresa degli investimenti nelle costruzioni non residenziali, in particolare quelle destinate al terziario e quelle pubbliche. Un contributo significativo proviene anche dai lavori di recladding, ovvero di sostituzione delle facciate continue esistenti.

 

I dati sul portafoglio ordini dei costruttori di facciate continue evidenziano una sostanziale tenuta delle aziende che ha rilevato un aumento del portafoglio e un incremento delle aziende che ha un portafoglio ordini invariato. Nel mercato delle facciate continue i lavori sono di grandi dimensioni e hanno sviluppo biennale, talvolta triennale, per cui è realistico ipotizzare che lavori presi nel 2014 continueranno ad alimentare il fatturato dei costruttori di facciate per almeno un biennio.

Per il 2016 una ripresa del mercato con tassi di crescita della domanda nell'ordine del 2%-3%, mentre per il 2017 permangono fortissime perplessità riguardo a tre tematiche che potranno influenzare pesantemente il mercato: il rinnovo degli incentivi fiscali per l'edilizia, la piena operatività del Dlgs 50/2016 (codice appalti) e lo sblocco di significativi investimenti in costruzioni e infrastrutture.

Per Unicmi, solo con l'operatività di questi tre fattori, infatti, la ripresa potrà esprimersi pienamente con tassi di crescita tra il 4% e il 6%, altri scenari condannerebbero invece il comparto delle costruzioni in generale e quello dell'involucro in particolare al perdurare di sofferenze che potrebbero ingenerare una ulteriore riduzione degli operatori e dei fatturati.